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Tritone alpestre (M.Campora R.Cotalasso)
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Zone umide

Le zone umide costituiscono microambienti particolari e nell'ambito delle aree protette rappresentano spesso i valori di maggior pregio naturalistico, offrendo un'eccezionale ricchezza di specie animali e vegetali la cui presenza dipende soprattutto dalle particolari condizioni del terreno, del livello di affioramento e della permanenza dell'acqua in superficie.

Ciò vale in modo particolare per il Parco del Beigua, il quale, per preservare il proprio patrimonio costituito da pregevolissime zone umide montane, realizza interventi di gestione conservativa derivati dall'applicazione di specifici piani di gestione, oltre a far conoscere l'importanza e la fragilità ecologica delle stesse.

L'interesse scientifico per le zone umide è sempre stato notevole; gli equilibri ambientali che le caratterizzano sono spesso fragili e questa fragilità ha conferito alle zone umide un ruolo come indicatori dello stato di conservazione della natura.

La persistenza delle zone umide non dipende però solo dalle azioni dell'uomo, bensì anche da processi naturali che si svolgono in archi temporali più o meno lunghi. Molte zone umide sono spesso soggette a cicli "vitali" con fasi giovanili e fasi di senescenza che si concludono con la definitiva sostituzione da parte di altri ambienti svincolati dalla presenza di acqua affiorante secondo una successione ambienti acquatici - prateria - arbusteto - bosco.

In molti casi la scarsità di ossigeno sul fondo delle zone umide rallenta significativamente la degradazione della materia organica e consente la conservazione per migliaia di anni dei resti degli organismi. Le zone umide possono perciò essere interpretate come archivi di fondamentale importanza  per ricostruire la storia dei popolamenti animali e vegetali, del paesaggio e delle attività umane che si sono succeduti nel territorio.

Nel Parco del Beigua si rinvengono numerose zone umide: oltre agli ambienti ripari, propri dei corsi d'acqua, sono oltre 25 le zone umide di maggiore estensione: stagni, torbiere, laghi.

L'origine di queste può essere differente, ma alcune rappresentano esempi di eccezionale importanza per la conservazione di habitat e specie rare e, in molti casi d'interesse comunitario o nazionale.

Particolare valore hanno i sistemi con stagni, torbiere o depressioni torbose del Laione, (Riserva Integrale) delle Giare dell'Olio, del Lago della Biscia, del Lago Scanizzon, di Fretto, Fratarei, Canei, Pra Riondo, Piampaludo, Pian della Badia. Fra le piante più interessanti delle zone umide troviamo specie boreali prossime al loro limite meridionale e specie rare almeno a scala regionale quali Rhynchospora alba, Myosotis scorpioides, Carex fusca, Juncus alpino-articulatus, Gentiana penumonanthe, Caltha palustris, Viola palustris, Menyanthes trifoliata, Anagallis tenella, Parnassia palustris, Galium  palustre, Potamogeton polygonifolius oltre a Drosera rotundifolia e Utricularia minor, note piante carnivore.

Gli stagni e le pozze sono popolate da diverse specie di anfibi come Rana temporaria, Triturus alpestris e di invertebrati che costituiscono un microcosmo di relazioni trofiche.

Particolare rilevanza hanno anche alcuni lembi di boschi palustri – presso il Rio Frassinelle e in località Tiglie - con carici, ontani erba maga (Circaea lutetiana) dei quali esistono pochissimi altri esempi sul territorio ligure.

Nelle zone umide troviamo diversi habitat propri dei substrati torbosi che la Direttiva 92/43 "Habitat" elenca fra quelli di maggiore interesse per la tutela della biodiversità nell'UE. 

Lo studio e il monitoraggio delle zone umide s'inquadra perciò in una cornice continentale di azioni finalizzate alla realizzazione della rete ecologica Natura 2000. Le zone umide permettono di approfondire la conoscenza delle complesse relazioni fra gli organismi che le popolano e l'acqua, senza la quale la vita stessa non esisterebbe; le zone umide del Beigua rappresentano perciò anche preziosissime palestre didattiche e occasioni di visite culturali che meritano la massima considerazione e la massima attenzione così da conservarle per le generazioni future.

Zona umida versante montano
(foto di PR Beigua)
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