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Tritone alpestre (M.Campora R.Cotalasso)
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Ripristino e rinaturalizzazione della Zona Umida della Badia di Tiglieto

I lavori di ripristino della zona umida della Badia di Tiglieto hanno avuto inizio nel settembre 2007 con i primi interventi strutturali che, mediante uno scavo di circa 400 metri e la posa di un tubo in PVC, hanno ripristinato il flusso d'acqua che dopo anni di totale secca ha finalmente ricondotto un flusso costante d'acqua all'interno dell'invaso.
Il prelievo d'acqua è avvenuto attraverso il ripristino di una presa esistente posta a monte dell'invaso che in tempi passati serviva per l'approvvigionamento idrico di alcune aree della piana della Badia.
Si è intervenuto anche ripulendo l'invaso da materiale inerte presente sul fondo e sulle rive e con l'abbattimento di alcuni pioppi a forte rischio di schianto. Il legno morto è stato lasciato in loco e in parte nell'invaso in maniera da ricreare un'ulteriore diversificazione a livello di microhabitat.
Anche grazie alle copiose piogge primaverili il flusso d'acqua proveniente dal nuovo immissario si è mantenuto costante e intenso per tutto il 2008 trasformando un'area semi desertica in una vera e propria zona umida.
In corrispondenza del punto di arrivo dell'acqua sono stati trapianti giunchi e canne in modo da ricreare un ambiente tipicamente palustre mentre in un'area meno allagata sono stati piantatati degli ontani (24) che andranno negli anni a formare un fitto bosco idrofilo.
L'area umida già dalla primavera 2008 è stata occupata da diversi animali rane rosse e tritoni alpestri tra gli anfibi, natrice dal collare tra i rettili e numerose specie di uccelli che in periodo riproduttivo utilizzano l'area umida per la caccia e per le cura del piumaggio. Sono state osservate numerose rondini e ballerine bianche, nonché una coppia di germano reale che ha tentato la nidificazione all'interno del canneto.
Nonostante l'intervento sia fondamentalmente riuscito in tutte le sue parti si riscontra ancora una criticità dovuta al forte percolamento di parte del substrato che costituisce l'invaso. Infatti la sua natura (origine alluvionale e composizione grossolana) non consente, se non in periodo di forte pioggia il totale allagamento dell'area e in periodo di secca limita l'area umida a circa 1/3 dell'area potenzialmente disponibile.
Tale criticità può essere in parte superata naturalmente con il costante apporto detritico che proviene dall'immissario realizzato dal progetto e in parte da ulteriori interventi che possono prevedere una migliore impermeabilizzazione della zona (con apporto di materiali argillosi) e/o la creazione di un secondo immissario.
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