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La Val Gargassa (Cristiano Queirolo)
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Il riparo sotto roccia

Scoperto casualmente nel 1977, il riparo sotto roccia presso Alpicella è stato oggetto fin dal 1979 di regolari campagne di scavo. Il programma di esplorazione ha previsto lo scavo dell'intero riparo raggiungendo in tutti i settori il o il fondo roccioso o una frana a grossi blocchi che poggia direttamente sul substrato. Con alcuni limitati sondaggi, effettuati al centro del riparo negli interstizi tra i blocchi, è stato estratto un terreno marrone con cospiqui frammenti ceramici
Il riparo sotto roccia si apre ai piedi di una parete rocciosa   caratterizzata da una marcata scistosità che in questo punto assume direzione sub-orizzontale.
Il riparo è costituito da una stretta piattaforma larga non più di 4 metri e lunga 22 (rialzata per 2 metrisul terreno circostante) ed interrotta a circa metà della lunghezza da un affioramento roccioso e da un profondo inghiottitoio che divide il riparo in due rami.

I saggi di scavo eseguiti nel settore di levante hanno evidenziato una stratigrafia complessa costituita da livelli distinguibili in base al colore e alla percentuale di elementi carboniosi. All'interno di questi livelli sono stati rinvenuti diversi reperti che consentono cronologie relativamente certe e confronti con altre aree del nord Italia; i più significativi tra quelli rinvenuti sono: semicircolare, inornata, con sezione quadrangolare sopra la staffa; fibule di questo tipo vengono collocate tra i reperti caratterizzanti il secondo periodo del Protogolasecca (XI sec.a.C.); Uno spillone di bronzo a testa globulare appiattita, forata trasversalmente, ornato esclusivamente da due bugnette a rilievo sulle facce laterali inquadrabile cronologicamente nella prima e media Età del Bronzo (XVII - XVI secolo a.C.); Allo stesso periodo appartiene anche questa scodella d'impasto semifine, bruno con orlo estroflesso, gola e netta carena, senza nessun ornamento e ricomposta quasi per intero.
Il primo settore del riparo sembra quindi inquadrabile cronologicamente tra la prima-media Età del Bronzo e le prime due fasi del Bronzo finale (XVI secolo a.C.).

Il settore di ponente, invece, presenta una situazione nettamente diversa: ad una estrema povertà di reperti riferibili alle varie fasi dell' Età del Bronzo corrisponde una relativa abbondanza di reperti appartenenti al Neolitico Medio, cioè ad una cultura caratterizzata da vasi a bocca quadrata.
Durante l'esplorazione è stato raccolto materiale ascrivibile al Neolitico Medio e Superiore, tra cui vanno citate forme tipologicamente e cronologicamente significative: Vaso tronco-conico a bocca quadrata, ricostruito per oltre due terzi. Bocca regolare, ornata superiormente con impressioni digitali. Doppia ansa orizzontale a nastro sul corpo, lievemente insellata al centro. Decorazione sul corpo ad impressioni digitali, costituita da due motivi a festone discendenti dal bordo fino al margine superiore delle anse, e quattro linee che, originando dall'orlo in prossimità degli angoli, scendonoad incontrare una linea orizzontale che corre intorno al corpo all'altezza delle anse. La posizione di rinvenimento indica il Neolitico Medio (pieno V millenio a.C.). Scodellone a fondo convesso, forte carena e breve parete inflessa. Ansa multitubolare verticale con quattro fori impostata su lieve nastro a rilievo al centro della parete. Impasto rosso di dimensioni minute. Costituisce un nuovo tipo di forme che evidenzia un consistente salto culturale e tipologico: alla fine del Neolitico Medio, infatti, giungono in Liguria le influenze della cultura di Chassey (fine del V millenio inizi del IV a.C.). Tutte le forme rinvenute sono databili pertanto al Neolitico medio (pieno V millenio a.C.), è appunto in tale epoca che i neolitici si insediarono nel settore di ponente del riparo, frequentandolo anche con una certa continuità come sembra dedursi dalla quantità di reperti.
Dopo l'abbandono, il riparo venne nuovamente utilizzato sporadicamente, dall'uomo del primo-medio Bronzo. La gran quantità di frammenti fittili indica senza dubbio una prolungata permanenza in ambedue i settori del riparo, nel periodo Bronzo Finale.
Si può quindi dedurre che la zona circostante Alpicella e l'alta valle del Teiro conobbero due fiorenti periodi: rispettivamente il 4500 ed il 1100 a. C.

Località: Alpicella  Comune: Varazze (SV) | Localizza sulla mappa
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